Al SensofWine dello scorso gennaio ho prestato servizio presso l'angolo della grappa: un'esperienza fantastica che mi ha catapultato in un mondo di profumi senza pari.
Ho avuto la possibilità di degustare le migliori grappe d'Italia recensite da Luca Maroni.
Ma cos'è la grappa? E' un'acquavite di vinaccia, ottenuta , cioè, dalla distillazione delle vinacce fermentate utilizzate per la produzione del vino (e quindi utilizza la parte solida dell'uva, al contrario del brandy che, invece, distilla la parte liquida ovvero il vino stesso).
Viene distinta in bianca o giovane (se non fa legno, ma viene subito imbottigliata dopo la produzione), affinata (se viene imbottigliata dopo aver passato massimo 12 mesi in legno), invecchiata o vecchia (se imbottigliata dopo 12-18 mesi di legno), riserva o stravecchia (se imbottigliata dopo oltre 18 mesi di legno), aromatica (se prodotta con vinacce di uve aromatiche), monovitigno (se prodotta con vinacce di una sola uva), polivitigno (se prodotta con vinacce di più uve) e aromatizzata (se prodotta con l'aggiunta di frutta o erbe aromatiche od officinali).
Alla fine della distillazione, la grappa può avere una gradazione alcolica che và dai 38° fino ai 60° con una media di 42° a seconda di cosa decide il produttore sulla base delle caratteristiche organolettiche del distillato; infatti terminata la distillazione (generalmente in distillatori discontinui) la grappa presenta una gradazione alcolica compresa tra 60° e 75°, pertanto si deve aggiungere acqua distillata o demineralizzata per raggiungere il grado voluto.
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